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Veronese nelle terre di Giorgione

11 settembre 2014
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La fondazione Berro per l’arte e la cultura ONLUS ha deciso di contribuire alla realizzazione di questa mostra per favorire i percorsi accessibili alle persone con problemi di tipo motorio

Villa Soranzo, una storia dimenticata

Mostra al Museo Casa Giorgione
dal 12 settembre 2014 al 11 gennaio 2015
La mostra proposta al Museo Casa Giorgione intende riportare alla luce le vicende della perduta Villa Soranzo e della sua impresa decorativa, svelando il filo rosso che unisce le vicende di due grandi protagonisti del Cinquecento: Veronese e Giorgione.
Al centro dell’esposizione – promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, di Treviso Glocal e di numerose realtà locali – vi sono le vicende degli affreschi realizzati da Paolo Veronese alla metà del Cinquecento nella dimora progettata da Michele Sanmicheli e costruita, poco dopo il 1540, a Sant’Andrea oltre il Muson di Castelfranco Veneto per il patrizio veneziano Pietro Soranzo.
Tra le prime opere realizzate al di fuori della sua città d’origine, questo è sicuramente l’incarico più impegnativo e prestigioso affrontato dal maestro agli inizi della sua carriera: intervento in cui si afferma quel modello di lavoro in équipe (con Battista Zelotti e Anselmo Canera) che caratterizzerà in seguito l’intera attività di Paolo e della bottega, esempio di un fecondo dialogo tra architettura e pittura all’interno della decorazione in villa, che raggiungerà il suo apice dieci anni più tardi nel lavoro svolto per Villa di Maser.
Minerva tra la Geometria e la Matematica, Venezia, Regione del Veneto, Palazzo Balbi
Nel 1818, caduta la Serenissima, “la Soranza” venne distrutta e gli affreschi, staccati qualche anno prima dal conte Filippo Balbi e trasportati su tela – utilizzando una tecnica considerata ancora oggi pionieristica – furono suddivisi in numerose parti, per lo più portati in Inghilterra e da lì dispersi in varie sedi pubbliche e private.
Una storia “dimenticata” che oggi viene riportata nuovamente all’attenzione del pubblico grazie a questo evento, che ridà pubblica visibilità ad alcuni tra gli affreschi veronesiani staccati dalle sale e dalla loggia della “Soranza”, affiancati per l’occasione al modello tridimensionale della Villa, a documenti storici e d’archivio, oltre a opere di artisti della bottega e della cerchia destinate ad introdurci all’affascinante mondo della decorazione in villa.
Tra tutte, particolare menzione merita il bellissimo ritratto – eseguito dal Tintoretto – di Jacopo Soranzo, Procuratore della Repubblica di Venezia, il più illustre dei Soranzo, che in laguna chiamarono viceversa il giovane Giorgione a realizzare i perduti affreschi della facciata del loro palazzo e che, secondo talune ricostruzioni, risulterebbero anche tra i proprietari della casa del pittore di Castelfranco.

A sx: Ritratto di Jacopo Soranzo, Jacopo Tintoretto, Venezia, Gallerie dell'Accademia A dx: Scena di vita in villa, Benedetto Caliari (attribuito a), Bergamo, Accademia Carrara di Belle Arti

A sx: Ritratto di Jacopo Soranzo, Jacopo Tintoretto, Venezia, Gallerie dell’Accademia
A dx: Scena di vita in villa, Benedetto Caliari (attribuito a), Bergamo, Accademia Carrara di Belle Arti

Il fil rouge diventa esplicito: una committenza sensibile, attenta agli artisti ‘emergenti’, come si direbbe oggi, unisce i due straordinari interpreti del Cinquecento in pittura, che in questa occasione s’incontrano nell’abitazione castellana dell’autore della Tempesta, proprio nel salone in cui si ammira il famoso Fregio realizzato dal giovane Giorgione allo scoccare del ‘500.
In particolare, accanto alle raffigurazioni di due delle Virtù – la Temperanza e la Giustizia – e accanto agli unici sei “putti su balaustra” rintracciabili, di quanti decoravano le pareti della loggia, sarà possibile ammirare anche il ritrovato affresco di notevoli dimensioni raffigurante Minerva tra la Geometria e la Matematica, acquistato nel 2003 dalla Regione del Veneto e conservato in Palazzo Balbi a Venezia. È la celebrazione delle Arti e delle Virtù presiedute dalla dea della Sapienza, a sottolineare il ruolo fondamentale riconosciuto allo studio e all’esercizio dell’intelletto nel fascinoso contesto della “Civiltà della Villa”, fenomeno d’assoluto rilievo per tutta la storia della cultura veneta e rinascimentale e lo stesso che anima il fregio giorgionesco, con i suoi riferimenti ad astrologia, matematica, medicina, musica e pittura.

Allegoria con le divinità dell'Olimpo, Giambattista Zelotti, Verona, collezione privata

Allegoria con le divinità dell’Olimpo, Giambattista Zelotti, Verona, collezione privata

Dalla mostra al territorio, alla scoperta della decorazione in Villa, in un percorso non casuale tra pittura, architettura, ozi, paesaggio ed enogastronomia.
A corollario dell’esposizione castellana viene infatti proposto un itinerario di approfondimento che comprende tre affascinanti ville del territorio, invitando il curioso visitatore a perdersi tra un florilegio di pitture, stucchi e architetture; tra giardini e orti e tra artisti come Veronese (autore degli affreschi di Villa Maser), Zelotti (attivo a Villa Emo), Benedetto Caliari (a Villa Chiminelli) e Andrea Palladio, artefice delle dimore di Maser e Fanzolo.
Nel paesaggio unico delle “Terre di Giorgione”.

Mostra
Villa Soranzo. Una storia dimenticata.
Museo Casa Giorgione
Piazza San Liberale – Castelfranco Veneto (TV)
Tel 0423 735626
Orari: mercoledì e giovedì 9.30 – 12.30
venerdì, sabato, domenica 9.30 – 12.30 e 14.30 – 18.30
(lunedì e martedì chiuso)
Prezzi biglietti: intero € 7,00 – ridotto € 5,00

Itinerario
Il Trionfo della decorazione in Villa.
Villa di Maser – Architettura di Andrea Palladio, affreschi di Paolo Veronese
Via Cornuda 7, Maser (TV)
tel. 0423 923004 – www.villadimaser.it
Villa Emo – Architettura di Andrea Palladio, affreschi di Giovanno Battista Zelotti
Via Stazione 5, Fanzolo di Vedelago (TV)
tel. 0423 476334 – www.villaemo.org
Villa Corner Chiminelli – Affreschi di Benedetto Caliari e scuola veronesiana
Sant’Andrea Oltre il Muson, Castelfranco Veneto (TV)
tel 0423 482072 – www.villachiminelli.it
Orari: Nel periodo di apertura della mostra le tre ville saranno visitabili in tutti i fine settimana. Nel resto della settimana ciascuna villa osserverà i propri giorni ed orari di apertura; per ulteriori informazioni e dettagli si consiglia di consultare i rispettivi siti internet.

Agevolazioni: l’acquisto di un biglietto di ingresso a uno qualsiasi dei 4 siti (mostra + itinerario) dà diritto all’accesso a tariffa ridotta a ciascuno degli altri tre luoghi qui sopra elencati.

Sito ufficiale: www.scopriveronese.it
Depliant “Scopri il Veneto di Veronese”

Comunicato stampa
Una preziosa e intrigante mostra riporta in luce le vicende della perduta Villa Soranzo e della sua impresa decorativa, svelando il filo rosso tra due grandi protagonisti del Cinquecento: Veronese e Giorgione.
Dalla mostra al territorio alla scoperta della decorazione in Villa: un itinerario tra pitture, architettura, ozi, paesaggio ed enogastronomia.

Un sottile ma intrigante fil rouge lega Giorgione e Paolo Veronese, due dei principali protagonisti del Rinascimento: un filo fatto di patrizi veneti amanti dell’arte – i Soranzo – di decorazioni pittoriche d’interni, di vita in villa, di temi profani e mitologici e – infine – di giovani, giovanissimi pittori, alla ribalta della scena artistica veneziana nella prima metà del Cinquecento.

Un filo – “Veronese nelle terre di Giorgione” – che verrà rievocato e in parte riannodato, in un anno di riflettori puntati sull’arte del Veronese, nella piccola ma preziosa mostra “Villa Soranzo, una storia dimenticata”, proposta a Castelfranco Veneto (TV) al Museo Casa Giorgione dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015, insieme a un itinerario assolutamente in tema dedicato al “Trionfo della decorazione in Villa”, che condurrà a Villa Maser, Villa Emo e Villa Corner Chiminelli.

Al centro dell’esposizione – promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, di Treviso Glocal e di numerose realtà locali – vi sono le vicende degli affreschi realizzati da Paolo Veronese, sul volgere degli anni Quaranta del Cinquecento, nella dimora progettata da Michele Sanmicheli e costruita, poco dopo il 1540, a Treville di Castelfranco Veneto per il patrizio veneziano Pietro Soranzo.

Tra le prime opere realizzate al di fuori della sua città d’origine, è questo sicuramente l’incarico più impegnativo e prestigioso affrontato dal maestro agli inizi della sua carriera: intervento in cui si afferma quel modello di lavoro in équipe (con Gian Battista Zelotti e Anselmo Canera) che caratterizzerà in seguito tutta l’attività di Paolo e della bottega e primo esempio di un dialogo tra architettura e pittura, all’interno della decorazione in villa, che raggiungerà il suo apice dieci anni più tardi nel lavoro svolto per V illa Barbaro a Maser.

Nel 1818, caduta la Serenissima, “la Soranza” venne distrutta e gli affreschi, staccati qualche anno prima dal conte Filippo Balbi e trasportati su tela – utilizzando una tecnica considerata ancora oggi esemplare – saranno suddivisi in numerose parti, per lo più portati in Inghilterra e da lì dispersi in varie sedi pubbliche e private.

Una storia “dimenticata” che oggi viene riportata nuovamente all’attenzione del pubblico grazie a questo evento.
Pochissimi tra i non addetti ai lavori sanno infatti che alcuni degli affreschi veronesiani staccati – ad oggi il nucleo più consistente – sono conservati nella sagrestia del Duomo di Castelfranco: restaurati per la mostra saranno ora esposti al Museo Casa Giorgione e – per la prima volta – affiancati ad altre parti significative dell’impresa decorativa di Paolo, al modello tridimensionale della Villa, a documenti storici e d’archivio e al bellissimo ritratto – “firmato” dal Tintoretto – di Jacopo Soranzo, Procuratore della Repubblica di Venezia: il più illustre dei Soranzo, che in laguna chiamarono viceversa il giovane Giorgione a realizzare i perduti affreschi della facciata del loro Palazzo e che, secondo talune ricostruzioni, risulterebbero anche tra i proprietari della casa del pittore di Castelfranco.
Il fil rouge diventa esplicito. Una committenza sensibile, attenta agli artisti emergenti come si direbbe oggi, unisce i due straordinari interpreti del Cinquecento in pittura, che in questa occasione s’incontrano nell’abitazione castellana dell’autore della “Tempesta”, proprio nel salone in cui si ammira il famoso “Fregio delle arti liberali e meccaniche” del Giorgione e in cui verranno collocati alcuni degli affreschi di Veronese che decoravano le sale e la loggia della “Soranza”.

In particolare, accanto a due raffigurazioni delle Virtù – la “Temperanza” (o secondo una più recente interpretazione la Prudenza) e la bellissima “Giustizia” – e accanto agli unici 6 “putti su balaustra” rintracciabili, dei 12 che decoravano le pareti della loggia, sarà possibile ammirare anche lo splendido affresco di notevoli dimensioni raffigurante “Minerva tra la geometria e la Matematica”, acquistato sul mercato nel 2003 dalla Regione del Veneto e conservato da allora a Palazzo Balbi a Venezia.

In uno spazio trapezoidale, delimitato da una cornice architettonica, compaiono tre figure femminili sedute, avvolte in ricche vesti: al centro la dea Minerva con elmo, corazza e spada, a destra l’immagine allegorica della Geometria che impugna un regolo, a sinistra la personificazione dell’Aritmetica che reca una tavola con numeri iscritti.

È la celebrazione delle Arti e delle Virtù presiedute dalla dea della Sapienza, a sottolineare il ruolo fondamentale riconosciuto allo studio e all’esercizio dell’intelletto nel fascinoso contesto della “Civiltà della Villa”, fenomeno d’assoluto rilievo per tutta la storia della cultura veneta e rinascimentale e lo stesso che anima il fregio giorgionesco, con i suoi riferimenti ad astrologia, matematica, medicina, musica e pittura.

Di questo modo di sentire, di pensare e vivere, darà conto l’itinerario collegato alla mostra: tra un florilegio di pitture, stucchi e architetture; tra giardini e orti e tra artisti come Veronese (autore degli affreschi di Villa Maser), Zelotti (attivo a Villa Emo), Benedetto Caliari (a Villa Chiminelli) e Andrea Palladio, artefice delle dimore di Maser e Fanzolo.
Nel paesaggio unico delle “Terre di Giorgione”.

Città di Castelfranco Veneto – Assessorato alla Cultura
Regione del Veneto

Veronese-Sponsor

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