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12/09/08 – Umberto Guidoni: due passi nello spazio…

12 Settembre 2008
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Umberto Guidoni ospite della fondazione Berro e di Paolo Berro

A_ dodici anni aveva scrutato lo spazio con un telescopio di poche lire. A quindici aveva vissuto, guardando la TV, l’emozione di un evento storico: il primo uomo sulla Luna. E aveva sognato, quello che allora sembrava a tutti un sogno. E basta. E invece no. UMBERTO GUIDONI, professione astronauta, primo italiano a conseguire presso la Nasa la qualifica di Mission Specialist (astronauta professionista) e primo italiano ad aver vissuto alcuni giorni nell’International Space Station (la stazione spaziale internazionale in orbita a 400 chilometri dalla Terra), fu membro dell’equipaggio dello Shuttle Columbia lanciato in orbita il 22 febbraio 1996 e del 104° volo dello Space Shuttle, partito il 19 aprile 2001.

Una professione iniziata per aver partecipato, anche se un po’ scettico, a un bando di concorso. Dopo aver superato brillantemente le selezioni, i test medici e attitudinali, disse a sua moglie: “Andiamo a Houston per un anno e poi torniamo”. Era il 1989. Ci sono, poi, rimasti dieci anni!

“Per la mia generazione era un sogno – ha esordito Guidoni in un incontro con dei giovani di un liceo milanese – per voi una realtà che molti avranno la possibilità di vivere personalmente. La mia generazione ha appena iniziato. La Stazione Spaziale Internazionale è solo il primo gradino per arrivare alle stelle. Abbandonare questo pianeta per arrivare all’infinito. La paura di volare non c’è, è sotto controllo – ha spiegato Guidoni a una platea particolarmente attenta – perchè veniamo addestrati sin dal primo momento ad affrontare e tenere sotto controllo le emergenze. Il rischio fa comunque parte del nostro mestiere”.
 
“La visione del nostro pianeta da una prospettiva unica e insolita cambia il modo di giudicare la realtà e gli eventi della vita. Da lassù, la Terra appare come una grande astronave che viaggia nello spazio e sulla quale è imbarcata l’umanità intera.
E Il nostro vero obiettivo dovrebbe essere quello di vivere pacificamente, cercando di collaborare gli uni con gli altri, dando il massimo per far “funzionare” al meglio l’astronave-Terra che ci ospita.

Eravamo in sette sullo Shuttle: oltre a me, un russo, un canadese e quattro statunitensi. Rappresentavamo culture, religioni, sistemi sociali diversi. Ma queste differenze sono passate in secondo piano e ciò che emergeva erano i valori comuni: ciascuno dava il meglio per sopravvivere, permettere la sopravvivenza del gruppo e mantenere in efficienza la navetta. E lo stesso accadeva nella stazione spaziale. Dirò di più: la vita nella stazione rappresenta una sorta di esperimento socio-culturale poiché consente agli uomini di provare un modello di esistenza pacifica e ispirata a valori comuni.”

“A bordo si compiono e si compiranno ricerche scientifiche utili a risolvere problemi dell’umanità. Non avrebbe senso spendere miliardi solo per accontentare la sete di avventura di uomini innamorati dello spazio. La stazione spaziale deve ospitare tre laboratori: uno americano, uno giapponese e uno europeo denominato Columbus. In queste aree si svolgeranno importanti esperimenti.
In considerazione di tutti questi obiettivi, la costruzione della stazione è giustificata e rappresenta una tappa fondamentale nel cammino dell’uomo che sta muovendo solamente i primi passi per spostare il baricentro dell’umanità dalla Terra a nuovi mondi”.

L’astronauta italiano, nostro ospite venerdì 12 settembre 2008 alle ore 21 presso l‘hotel ristorante Fior a Castelfranco Veneto, racconterà, con una semplicità accattivante, come ci si prepara per un viaggio spaziale, il tipo di addestramento a cui ci si deve sottoporre, come si vive in uno Shuttle, e comunicherà durante la serata una sorta di diario di bordo: le sue impressioni ed emozioni durante l’intera missione spaziale.

La serata potrà essere una buona occasione per conoscere le leggi della fisica che governano gli ecosistemi, le varie forme di energie possibili ed auspicabili, l’utilita’ concreta delle missioni spaziali e come gli astri, e il sole in particolare, possono influenzare le variazioni climatiche.

Per riservare posti a sedere si consiglia di chiamare il 3298681268Passaparola!

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