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26/11/08 – i segreti dell’antico Egitto

26 novembre 2008
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Mercoledì 26 novembre, alle ore 21 presso l’hotel ristorante Fior a Castelfranco Veneto, Emanuele Ciampini, docente di egittologia presso il Dipartimento Scienze dell’Antichità  e del Vicino Oriente all’Università  Ca’ Foscari di Venezia, nostro ospite, ci racconterà: “I segreti ed i modelli architettonici della cultura faraonica – il linguaggio del costruire”.

L’architettura monumentale costituisce, sin dall’età più antica, uno dei tratti distintivi della cultura faraonica; le forme assunte dalle strutture edificate in pietra rispondono a esigenze che non devono necessariamente coincidere a una funzione ‘architettonica’, ma piuttosto ‘rappresentativa’. Per questo il primo monumento in pietra egiziano, il complesso funerario di Djeser a Saqqara (2650-2600 a.C. circa), può essere interpretato come rappresentazione architettonica, piuttosto che insieme di elementi accessibili e fruibili da un uso ‘terreno’. L’affermazione di un linguaggio monumentale sulle rive del Nilo diventa ben presto immagine di un modello culturale ben preciso, nel quale si identificherà lo stato egiziano sino all’affermazione del Cristianesimo; alla base di questo modello è la corrispondenza tra l’uso della pietra e una dimensione immortale e immutabile del costruire; partendo da una serie di esempi concreti – strutture ed elementi architettonici – si possono pertanto definire le caratteristiche dei rapporti istituiti tra cultura ufficiale e linguaggio architettonico.

Gli aspetti caratteristici dell’architettura egiziana, primo fra tutti l’uso e il valore attribuito alla pietra (ad es. consistenza e colore), si adattano a un costruire specifico, che si pone su un livello non umano: per questo l’architettura ufficiale egiziana si indirizza verso due tipi precisi di realizzazioni: l’area sacra dove risiede il divino (il tempio) e la dimora effettiva dell’uomo, cioè la tomba. Questo insieme di elementi riesce a riproporre, nel corso del tempo, un linguaggio culturale specifico che si mantiene coerente sino al tramonto della propria esperienza: un linguaggio che ripropone, nel corso dei secoli, la centralità di modelli arcaici quali garanti della stessa immagine dell’Egitto.

Emanuele Ciampini

Ricercatore in Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha lavorato dal 2000 al 2005 presso il Museo Egizio di Torino. Corso di studi presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (laurea, dottorato, scuola di specializzazione). Ha preso parte a missioni archeologiche in Egitto e in Sudan.

Ingresso con “offerta cartacea”.
Per informazioni chiamare il numero 3298681268 oppure visitare il sito: www.fondazioneBerro.it

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